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Guida

Come creare un agente AI: guida pratica

Le 7 fasi per costruirlo, quale framework scegliere (LangChain, AutoGen, CrewAI), il ruolo di dati e memoria, test e sicurezza, e gli obblighi AI Act.

Aggiornata: Marzo 202615 min di lettura

1. Come creare un agente AI: la risposta in breve

Creare un agente AI significa definire un obiettivo chiaro, scegliere un modello linguistico, collegarlo a strumenti e fonti dati, dargli una memoria e regole operative, poi testarlo in un ambiente controllato prima di metterlo in produzione. Servono un framework (LangChain, AutoGen, CrewAI), dati puliti e un presidio di sicurezza. Il resto di questa guida spiega ogni passaggio in pratica.

Un agente AI non è un semplice chatbot. È un sistema software che riceve un obiettivo, decide quali azioni compiere, usa strumenti esterni come API o database, e itera fino a completare il compito. La differenza chiave è l'autonomia operativa. Un chatbot risponde, un agente agisce.

Il tema interessa aziende di ogni dimensione. Una PMI può automatizzare la gestione dei ticket di assistenza, una scaleup può orchestrare il flusso commerciale, una grande impresa può far dialogare più agenti AI specializzati su processi interi. In tutti i casi i passaggi di fondo restano gli stessi.

2. Cos'è un agente AI e perché interessa alle aziende

Un agente AI è un programma che usa un modello linguistico per ragionare, prendere decisioni e usare strumenti in autonomia per raggiungere un obiettivo. Si distingue dai chatbot perché pianifica, esegue azioni concrete e verifica i risultati. È la base dell'agentic AI, una delle tecnologie a più rapida crescita del momento.

I numeri spiegano l'interesse. Secondo MarketsandMarkets, il mercato globale degli AI agent valeva 7,84 miliardi di dollari nel 2025 ed è proiettato a 52,62 miliardi di dollari entro il 2030, con un tasso di crescita annuo composto del 46,3%. È una delle curve più ripide del settore software.

L'adozione enterprise corre in parallelo. Gartner prevede che il 40% delle applicazioni enterprise integrerà AI agent task-specific entro la fine del 2026, rispetto a meno del 5% nel 2025. Sempre Gartner stima che entro il 2028 almeno il 15% delle decisioni lavorative quotidiane sarà preso autonomamente da AI agent, contro lo 0% del 2024.

C'è però un avvertimento importante. Gartner prevede anche che oltre il 40% dei progetti di AI agentivo verrà cancellato entro la fine del 2027, per costi elevati, valore di business poco chiaro o controlli del rischio inadeguati. Questo dato cambia il modo di affrontare un progetto. Non basta saper costruire un agente. Bisogna costruirlo bene, con obiettivi misurabili e un perimetro di rischio definito.

3. Agente, chatbot e automazione: le differenze

Le tre tecnologie si distinguono su ragionamento, uso di strumenti, autonomia e memoria del contesto:

CaratteristicaChatbot tradizionaleAutomazione (RPA)Agente AI
Capacità di ragionamentoLimitata, basata su regoleNessuna, segue scriptAlta, basata su LLM
Uso di strumenti esterniRaroPredefinito e rigidoDinamico, sceglie l'azione
Autonomia decisionaleBassaNessunaMedia o alta
Gestione di compiti apertiNoNo
Memoria del contestoSessione singolaAssentePersistente e contestuale

4. Perché un agente apre scenari nuovi

La tabella chiarisce perché un agente AI apre scenari diversi. Può affrontare compiti che non erano stati previsti riga per riga, adattandosi al contesto. È anche il motivo per cui richiede più attenzione in fase di test e controllo.

5. Le fasi per creare un agente AI passo dopo passo

Per creare un agente AI si parte dalla definizione dell'obiettivo, si scelgono modello e framework, si collegano strumenti e dati, si imposta la memoria e le regole, infine si testa e si mette in produzione con monitoraggio. È un percorso iterativo. Ogni fase va validata prima di passare alla successiva.

Ecco le sette fasi operative, nell'ordine in cui le affrontiamo nei progetti reali.

  • Definire l'obiettivo e il perimetro. Cosa deve fare l'agente, su quali processi, con quali limiti. Un obiettivo vago è la prima causa di progetti falliti. Meglio un compito stretto e misurabile, ad esempio "qualificare i lead in arrivo dal sito e assegnarli al commerciale giusto".
  • Scegliere il modello linguistico. Il modello è il motore di ragionamento. La scelta dipende da costi, latenza, lingua, e dalla necessità o meno di tenere i dati in Europa.
  • Selezionare il framework di orchestrazione. È l'impalcatura che gestisce il ciclo ragionamento, azione, osservazione. Determina quanto sarà semplice aggiungere strumenti e gestire più agenti.
  • Collegare strumenti e fonti dati. API, database, CRM, sistemi di ticketing. Senza strumenti, l'agente sa parlare ma non sa fare.
  • Impostare memoria e regole operative. L'agente deve ricordare il contesto e rispettare vincoli precisi, come non eseguire azioni irreversibili senza conferma umana.
  • Testare in ambiente controllato. Si misura accuratezza, costo per esecuzione, tempi di risposta e comportamento sui casi limite.
  • Mettere in produzione con monitoraggio. Log, allarmi, metriche di business e un meccanismo di intervento umano per i casi critici.

6. Le fasi che le aziende sottovalutano

Le fasi 6 e 7 sono quelle che le aziende sottovalutano più spesso. Sono anche quelle che separano un prototipo da una soluzione affidabile.

7. Fase 1: definire l'obiettivo con il caso d'uso minimo

Il consiglio pratico è partire da un solo caso d'uso, ben delimitato. Un agente che gestisce la prima risposta ai ticket di assistenza è più utile di un agente generico che promette di fare tutto. Restringere il perimetro riduce i costi, accorcia i test e rende il valore misurabile. È esattamente la leva che, secondo i dati Gartner sui progetti cancellati, separa i progetti che reggono da quelli che vengono abbandonati.

8. Fase 2: scegliere il modello

Non serve sempre il modello più potente. Per compiti di classificazione o estrazione dati, un modello più leggero costa meno e risponde più in fretta. Per ragionamenti complessi o pianificazione su più passi, serve un modello più capace. Un criterio utile è separare i compiti: usare un modello economico per le operazioni semplici e riservare il modello avanzato ai passaggi decisionali.

9. Framework e strumenti per costruire un agente AI

I framework più adottati per la creazione di AI agent nel 2025 e 2026 sono LangChain con la sua estensione LangGraph, Microsoft AutoGen e CrewAI. Nel 2025 è emerso anche PydanticAI come alternativa code-first. AutoGen è progettato in modo specifico per sistemi multi-agent, con comunicazione a messaggi tra agenti specializzati. La scelta dipende dalla complessità del progetto.

Vediamo i principali, con i punti di forza che contano nei progetti reali.

  • LangChain / LangGraph. È l'ecosistema più ampio. LangGraph aggiunge il controllo dei flussi come grafi di stati, utile quando l'agente deve seguire percorsi condizionali precisi. Ottimo per chi vuole flessibilità e una grande libreria di integrazioni già pronte.
  • Microsoft AutoGen. Pensato per sistemi multi-agent. Permette di far collaborare più agenti specializzati che si scambiano messaggi. Indicato quando un compito si divide naturalmente in ruoli, ad esempio un agente che cerca dati, uno che li analizza e uno che redige il risultato.
  • CrewAI. Mette al centro il concetto di squadra di agenti con ruoli e obiettivi definiti. Curva di apprendimento dolce, buona scelta per i primi progetti strutturati.
  • PydanticAI. Approccio code-first, con forte attenzione alla validazione dei dati in ingresso e uscita. Interessante per team di sviluppo che vogliono tipi rigorosi e output prevedibili.

10. Quale framework scegliere

Non esiste un framework migliore in assoluto. Esiste quello giusto per il problema. La scelta dipende dall'esigenza prevalente:

EsigenzaFramework consigliatoPerché
Primo progetto, ruoli sempliciCrewAIFacile da imparare, struttura a squadra chiara
Flussi complessi con condizioniLangGraphControllo dello stato e dei percorsi
Più agenti che collaboranoMicrosoft AutoGenNato per il multi-agent
Output rigorosi e validatiPydanticAIValidazione dati forte, approccio code-first
Massima libreria di integrazioniLangChainEcosistema più ampio

11. Gli strumenti che un agente deve poter usare

Un agente vale quanto gli strumenti che gli colleghiamo. I più frequenti nei progetti aziendali sono:

  • Accesso al CRM per leggere e aggiornare i contatti.
  • Chiamate a database interni per recuperare dati prodotto o storico cliente.
  • Sistemi di ticketing per creare, aggiornare e instradare richieste.
  • API di ricerca o di terze parti per dati esterni.
  • Strumenti di scrittura su email o messaggistica, sempre con controllo umano sulle azioni sensibili.

12. La regola sulle azioni irreversibili

La regola che applichiamo è semplice. Ogni strumento che compie un'azione irreversibile, come inviare una comunicazione a un cliente o modificare un ordine, deve avere un passaggio di conferma o un limite chiaro.

13. Dati, memoria e qualità: il vero motore dell'agente

La qualità di un agente AI dipende più dai dati che dal modello. Un agente collegato a dati sporchi o incompleti darà risposte inaffidabili, per quanto sofisticato sia il modello. Servono fonti dati pulite, una memoria ben progettata per ricordare il contesto e una tecnica di recupero delle informazioni che porti all'agente solo ciò che gli serve.

Il componente più usato qui è il RAG, ovvero la generazione aumentata dal recupero. In pratica, prima di rispondere, l'agente cerca i documenti rilevanti in una base di conoscenza aziendale e li usa come contesto. Questo riduce le risposte inventate e mantiene l'agente ancorato ai dati reali dell'azienda.

La memoria si divide in due tipi. La memoria a breve termine tiene il filo della conversazione o del compito in corso. La memoria a lungo termine conserva informazioni utili tra una sessione e l'altra, ad esempio le preferenze di un cliente. Progettarle bene evita che l'agente ripeta domande o perda il contesto.

Un aspetto pratico spesso trascurato è la preparazione dei dati. Prima di collegare un agente alla base di conoscenza, i documenti vanno ripuliti, suddivisi in parti coerenti e indicizzati. Questo lavoro non è appariscente, ma determina gran parte del risultato finale.

14. Test, sicurezza e messa in produzione

Prima di mettere un agente AI in produzione bisogna testarlo su casi reali e casi limite, misurare accuratezza e costi, definire i confini delle sue azioni e prevedere sempre un intervento umano sui passaggi critici. La sicurezza non è un'aggiunta finale. È una parte del progetto fin dall'inizio, soprattutto quando l'agente accede a dati sensibili.

Ecco le verifiche che facciamo prima del rilascio.

  • Test funzionale. L'agente completa i compiti previsti con accuratezza accettabile.
  • Test sui casi limite. Cosa succede con input ambigui, incompleti o malevoli.
  • Controllo dei costi. Misurare il costo medio per esecuzione e proiettarlo sui volumi reali. È una delle cause di cancellazione indicate da Gartner, quindi va presidiata presto.
  • Guardrail. Regole che impediscono all'agente di compiere azioni fuori perimetro.
  • Human in the loop. Un punto di controllo umano per le decisioni a impatto alto.
  • Monitoraggio continuo. Log delle azioni, allarmi sugli errori e metriche di business per capire se l'agente porta valore.

15. Errori da evitare

I tre errori più comuni che vediamo sono: partire con un perimetro troppo ampio, trascurare la qualità dei dati e mettere in produzione senza monitoraggio. Tutti e tre aumentano il rischio che il progetto rientri in quel 40% di iniziative agentiche che, secondo Gartner, verranno cancellate entro fine 2027.

16. Conformità all'AI Act: cosa devi sapere prima di partire

Chi crea un agente AI in Europa deve tenere conto del Regolamento UE 2024/1689, l'AI Act. Il regolamento è entrato in vigore il 1° agosto 2024 e si applica per fasi. Dal 2 febbraio 2025 valgono i divieti sulle pratiche a rischio inaccettabile e gli obblighi di alfabetizzazione sull'AI. La piena applicabilità è fissata al 2 agosto 2026.

Il calendario va conosciuto perché determina le scadenze di adeguamento. Questi sono i passaggi ufficiali indicati dalla Commissione Europea.

DataCosa scatta
1° agosto 2024Il Regolamento entra in vigore
2 febbraio 2025Divieti sulle pratiche a rischio inaccettabile e obblighi di AI literacy
2 agosto 2025Regole di governance e obblighi per i modelli GPAI
2 agosto 2026Piena applicabilità del Regolamento
2 agosto 2027Applicazione estesa ai sistemi AI ad alto rischio integrati in prodotti regolamentati

17. Sanzioni e categoria di rischio

Le sanzioni sono significative. Secondo l'articolo 99 del Regolamento UE 2024/1689, le violazioni delle pratiche vietate possono costare fino a 35 milioni di euro o il 7% del fatturato mondiale annuo, a seconda di quale importo sia maggiore. Per le altre violazioni, ad esempio gli obblighi sui sistemi ad alto rischio o sui modelli GPAI, il tetto è di 15 milioni di euro o il 3% del fatturato mondiale annuo. Per PMI e start-up si applica il minore tra le percentuali e gli importi fissi.

Cosa significa in pratica per chi costruisce un agente. Bisogna sapere in quale categoria di rischio rientra il sistema, garantire la formazione del personale che lo usa e documentare le scelte di progettazione. Un agente che gestisce assistenza clienti ha obblighi diversi da uno che incide su decisioni con impatto sulle persone. Inquadrare il rischio fin dall'inizio evita rilavorazioni costose.

18. Dal prototipo alla scala: come evitare il fallimento

Per passare da un prototipo funzionante a un agente in produzione su larga scala servono obiettivi misurabili, controllo dei costi e un presidio del rischio. Il dato Gartner sul 40% di progetti agentici cancellati entro il 2027 indica che la tecnologia funziona, ma la disciplina di progetto fa la differenza. Si parte piccoli, si misura, si estende solo ciò che porta valore.

La strategia che consigliamo segue tre tempi.

  • Pilota. Un solo caso d'uso, metriche chiare, tre o quattro settimane di test. Si decide se il valore c'è.
  • Consolidamento. Si rafforzano dati, guardrail e monitoraggio. Si misura il costo a regime sui volumi reali.
  • Estensione. Si aggiungono casi d'uso adiacenti o si passa a un'architettura multi-agent dove più agenti specializzati collaborano.

19. Perché l'approccio per fasi funziona

Questo approccio per fasi tiene sotto controllo i tre rischi citati da Gartner: costi, valore poco chiaro e controlli inadeguati. È anche il modo più rapido per ottenere un risultato che il resto dell'azienda riconosce come utile.

20. Vuoi creare il tuo agente AI con un partner esperto?

Creare un agente AI che porti valore richiede metodo, controllo dei costi e attenzione alla conformità. Yellow Tech affianca le aziende dalla definizione del caso d'uso fino alla messa in produzione. Se vuoi capire da dove partire, richiedi una consulenza: analizziamo il tuo processo e ti proponiamo un percorso su misura.

Domande frequenti

Quanto tempo serve per creare un agente AI?+

Un prototipo su un caso d'uso semplice può essere pronto in poche settimane. La messa in produzione affidabile, con test, sicurezza e monitoraggio, richiede di più e dipende dalla complessità dei dati e dei processi coinvolti.

Serve saper programmare per creare un agente AI?+

Per progetti seri sì, almeno nel team. Esistono strumenti low-code, ma collegare dati aziendali, impostare guardrail e gestire i costi richiede competenze di sviluppo e di architettura dati.

Qual è la differenza tra un AI agent e un chatbot?+

Un chatbot risponde a domande. Un AI agent riceve un obiettivo, decide quali azioni compiere, usa strumenti esterni e itera fino a completare il compito. L'agente agisce, il chatbot conversa.

Cosa significa agentic AI?+

È l'AI capace di agire in autonomia per raggiungere obiettivi, pianificando e usando strumenti. Gli AI agents sono l'unità operativa di questo approccio. Quando più agenti collaborano si parla di sistemi multi-agent.

Quale framework conviene usare per iniziare?+

Per un primo progetto strutturato, CrewAI offre una curva di apprendimento dolce. Per flussi complessi con condizioni si usa LangGraph, per più agenti che collaborano Microsoft AutoGen, per output rigorosi PydanticAI.

Quanto costa creare un agente AI?+

Il costo dipende dal modello scelto, dai volumi di utilizzo e dalla complessità delle integrazioni. Il costo per esecuzione va misurato durante il pilota e proiettato sui volumi reali, perché incide sul valore complessivo del progetto.

Un agente AI è conforme alle norme europee?+

Dipende da come è progettato e dal rischio del caso d'uso. Va inquadrato nel Regolamento UE 2024/1689, l'AI Act, che si applica per fasi fino alla piena applicabilità del 2 agosto 2026 secondo la Commissione Europea.

Quali rischi ci sono nel mettere un agente in produzione?+

I principali sono costi non controllati, risposte inaffidabili da dati sporchi e azioni fuori perimetro. Si gestiscono con dati puliti, guardrail, un punto di controllo umano e monitoraggio continuo.

Posso far collaborare più agenti AI tra loro?+

Sì, sono i sistemi multi-agent. Più agenti specializzati si scambiano messaggi e si dividono i compiti. Microsoft AutoGen è progettato proprio per questo scenario.

Cos'è il RAG e perché serve a un agente?+

Il RAG è la generazione aumentata dal recupero. Prima di rispondere, l'agente cerca i documenti rilevanti nella base di conoscenza aziendale e li usa come contesto. Riduce le risposte inventate e ancora l'agente ai dati reali.

Il mercato degli AI agent crescerà davvero?+

Secondo MarketsandMarkets il mercato globale passerà da 7,84 miliardi di dollari nel 2025 a 52,62 miliardi entro il 2030, con un CAGR del 46,3%. Gartner prevede inoltre che il 40% delle applicazioni enterprise integrerà AI agent entro fine 2026.

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