Paolo Testa
Head of Data & AI · Atlante
L'azienda
Atlante installa e gestisce stazioni di ricarica per auto elettriche. Le colonnine sono fast e ultra fast, così nel tempo di un caffè, una quindicina di minuti, l'auto recupera carica a sufficienza per proseguire il viaggio. Tutta l'energia che eroga arriva da fonti rinnovabili.
Oggi la rete conta oltre 4.500 punti di ricarica online in cinque paesi, tra Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Svizzera.
A guidare data e AI c'è Paolo Testa, che lavora nel team headquarter, trasversale su tutti i paesi.
La sfida
In Atlante l'adozione dell'AI era già avviata, con progetti e attività di formazione guidati da Paolo. Restava però l'esigenza di portarla in modo più concreto nel lavoro quotidiano dei diversi team.
“Con l'AI c'è poco di teorico e molto di applicativo. A un certo punto ci sbatti la testa, ma lo devi fare.”
Ogni anno Atlante riunisce l'azienda negli Atlante Days, due giornate per fare il punto su dove sta andando la mobilità elettrica. Il tema di quest'anno era proprio l'intelligenza artificiale, e la dirigenza ha chiesto a Paolo di portarla dentro l'azienda con un'iniziativa su misura.
Paolo poteva limitarsi a raccontare i progetti AI già costruiti, presentare le novità, mostrare qualche tool. Ma voleva di più: che per un'intera mattinata tutti quanti mettessero le mani sull'AI in prima persona. Nasce così l'idea dell'hackathon, e la scelta di Yellow Tech per dare a quella esigenza il formato giusto.
La soluzione
Yellow Tech ha tradotto questa esigenza in un hackathon di vibe coding, il metodo in cui il software si crea parlando con l'AI, che scrive il codice.
La sfida della mattinata consisteva nel costruire un'app pensata per agevolare il customer journey di chi ricarica l'auto elettrica. Yellow Tech ha diviso l'intera Atlante in dieci squadre, e dentro ogni squadra ognuno doveva dare il proprio contributo. Lo strumento era Lovable, che genera l'app a partire da una descrizione in italiano o in inglese, senza bisogno di scrivere una sola riga di codice.
Per molti è stata la prima volta con uno strumento del genere. Persone di ogni reparto, tecniche e non, che si accorgevano di poter creare un'app reale parlando nella propria lingua. Così l'AI ha smesso di essere un concetto astratto e ha preso forma sotto i loro occhi. Lo stupore si è presto trasformato in competizione, e la competizione in divertimento.
Dietro una giornata così c'è parecchia organizzazione, dalle licenze da attivare alle regole da spiegare, fino a centinaia di persone da coordinare tra le stanze. Yellow Tech l'ha gestita con efficacia fin dall'inizio, mettendo ordine nelle prime fasi perché la mattinata scorresse liscia.
“Yellow Tech ha tradotto la mia esigenza nel formato giusto e ha fatto tutto in maniera agile, flessibile e veloce.”
I risultati
“Sono proprio sincero: è stata veramente una delle cose di più successo a cui mi è capitato di assistere, tra le varie iniziative viste.”
Il giorno dell'hackathon l'entusiasmo è stato evidente, dai nerd ai meno tecnici. Tanti scoprivano per la prima volta di poter costruire un'app dialogando con l'AI.
Il cambiamento è arrivato dal giorno dopo. Le richieste di progetti AI dai team sono triplicate, perché le persone hanno visto con mano cosa possono fare oggi con l'AI.
Adesso la sfida per Atlante è governare questa domanda con una strategia AI, il tipo di problema che nasce quando l'entusiasmo cresce più in fretta della struttura che deve reggerlo.
“È un investimento ben speso, perché riesci a condensare tanto in poco tempo.”



