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Testimonianza Growens: storia cliente Yellow Tech (AI Adoption)

Growens
I report oggi vengono generati, analizzati e rappresentati in pochi minuti, dove prima servivano ore.
Michele Cappellini
Michele Cappellini
Chief Information Officer · Growens
Settore
Software per il marketing
Dipendenti
51-200
Servizio
AI Adoption

Michele Cappellini
Chief Information Officer · Growens

L'azienda

Growens costruisce software per il marketing da oltre 25 anni. I suoi clienti sono i dipartimenti marketing delle aziende, che usano i suoi prodotti per gestire campagne su più canali.

Tutto parte nei primi anni 2000 con MailUp, la piattaforma per creare e gestire campagne email. Da lì nasce poi Beefree, l'editor no-code che permette di costruire email, landing page e siti in drag-and-drop, senza scrivere una riga di codice.

Negli anni Growens è cresciuta con i propri prodotti e acquisendo altre aziende del settore. Oggi conta circa 170 persone, full remote, tra Italia e Stati Uniti. A guidare l'area tecnologica e i progetti di innovazione c'è Michele Cappellini, Chief Information Officer del gruppo.

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La sfida

Come azienda tech, Growens aveva già al suo interno persone che usavano l'AI ogni giorno, a partire dagli sviluppatori. Il salto da fare riguardava tutto il resto dell'azienda. Portare l'AI in ogni reparto, senza lasciare che l'adozione dipendesse dalla curiosità del singolo.

Per questo Growens aveva lanciato un progetto interno, "Enabling AI", per dare a ogni persona uno strumento in più con cui lavorare meglio. Restavano comunque operazioni che consumavano tempo. Nell'amministrazione, per esempio, ogni settimana qualcuno scaricava i dati a mano, li incollava in un foglio Google e da lì costruiva grafici e analisi. Ore di lavoro, spesso interrotte da un'urgenza che spostava la consegna.

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La soluzione

Yellow Tech ha costruito con Growens il percorso "Enabling AI", cucito sull'azienda invece che su un programma standard.

Il lavoro è partito dall'ascolto. Nelle prime due settimane Yellow Tech ha intervistato chi aveva ideato il progetto e i colleghi dei vari reparti, per capire dove l'AI poteva incidere. Da lì è nato un gruppo di AI Ambassador, una quindicina di persone, una per dipartimento, con il compito di portare l'AI dentro il proprio team e raccogliere le esigenze reali.

Poi i workshop settimanali, tarati sui bisogni raccolti. Interattivi, mani in pasta. Yellow Tech ha mostrato come usare strumenti come Lovable per costruire prototipi accanto ai principali assistenti come Claude, ChatGPT e Gemini. In ogni sessione ha preso i casi d'uso reali portati dagli ambassador e li ha costruiti dal vivo, fianco a fianco.

Yellow Tech si è dimostrata un'azienda snella, rapida, capace di risolvere i problemi con l'AI. È lo spirito che volevo trasmettere a tutta l'azienda.

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I risultati

Nell'amministrazione il cambiamento è stato immediato. Dopo una o due settimane le persone avevano imparato le domande giuste da fare all'AI. Molti report ora girano in automatico.

Nello sviluppo è cambiato il metodo. Oggi il team dà in pasto all'AI le proposte di progetto per metterle alla prova, costruisce prototipo e design in poche ore e riceve il codice già impostato. Lo sviluppatore lo rivede, lo corregge e presidia sicurezza e compliance. Meno tempo sul codice ripetitivo, più tempo sulle scelte che contano.

Questo non ha ridotto il numero di persone. Il tempo liberato dal lavoro ripetitivo è finito sulla creatività e su competenze nuove.

Abbiamo liberato tempo e ora le persone creano di più.

L'adozione è anche andata oltre l'uso interno. Dai reparti sono arrivate idee su come portare l'AI dentro i prodotti Growens, anche da chi fino a poco prima non la usava.

Non usare l'AI oggi è come vent'anni fa non usare un motore di ricerca.